Eduardo Medeiros, scoperto sul web.
Nel suo blog si può leggere la continuazione della storia.
Nell’ultima gita in fumetteria ho trovato un piccolo tesoretto.
Macanudo di Liniers è stato un sospiro leggero che mi ha fatto sorridere e riflettere (come solo le migliori strisce sanno fare). Tenero, geniale, pieno di nonsense e di mistero (del resto, “il mistero è un elemento chiave di ogni opera d’arte”), questo volumetto (DOUbLe SHOt, €13.90) spiazza e blandisce, affascinando il lettore con la bambina Enriqueta (un crossover tra Mafalda e Calvin) e il suo orsetto Madariaga, il gatto Fellini, il robot sensibile Z-25 e tanti altri personaggi che vi strapperanno più di una risata. Ogni pagina è una sorpresa. Forse è proprio questo l’elemento chiave, non sai proprio mai cosa aspettarti, cosa viene dopo, un po’ come la vita, le strisce che si susseguono una dietro l’altra con uno stile proprio e riconoscibile, la fantasia di Ricardo Liniers libera di correre senza freni.
Macanudo è una folata di vento fresco, che ride (ma anche sputa) in faccia a un mondo che non vogliamo ma siamo costretti a subire, giorno dopo giorno. Che si può però sopportare volando alto, perchè noi siamo fatti d’altro. Di poesia, di ingenui slanci, di ardori fragili, di urla soffocate, di tenere promesse che non manterremo.
Per conoscere meglio la striscia e il suo autore, fate un salto qui.

Appena rientrato da Sarzana (SP), dove ho incontrato con molti altri appassionati nella sala consiliare del comune il grandissimo Bryan Talbot, invitato dagli amici della fumetteria Comic House. Qui lo vedete nelle pessime foto realizzate col mio cellulare alle prese con un disegno di Luther Arkwright realizzato per deliziare la platea.
Notizie carpite durante l’incontro: questo mese scade un’opzione sui diritti cinematografici di Luther Arkwright. Sembra che tra i registi interessati ci sia Ridley Scott. In arrivo a ottobre (probabilmente l’edizione italiana a cura di Comma22 uscirà per la prossima Lucca, quindi) Grandville, che racconterà le avventure steampunk dell’ispettore-detective LeBrock di Scotland Yard. Talbot si è detto affascinato dal progetto e sembra intenzionato a scrivere altre storie incentrate su di lui. Qui sotto vedete una tavola, maggiori notizie e altre tavole qui.

Letto Quattro dita, di Rich Koslowski (ProGlo Edizioni). Sapete perchè nei cartoons i personaggi invece di cinque hanno solo quattro dita? La storia di Kowsloski narra, in forma di “documentario”, la vita del regista Dizzy Walters e del suo attore feticcio, Rickey Rat. A distanza di molti anni, il topo più famoso del mondo, oggi devastato dagli eccessi e dalla vecchiaia, si confessa in un’intervista sconcertante che fa luce su un segreto inconfessabile, ripercorrendo così anche pezzi di storia americana, dal profondo buio del maccartismo alla luce insanguinata dei Kennedy. Splendide le comparsate di tanti personaggi del mondo dei cartoni hollywoodiani, che partecipano alla ricostruzione della vicenda non risparmiando sinistri particolari.
Un elseworld irresistibile: vi invito, se lo avete perso, a recuperarlo in fumetteria.
L’ultima striscia di Gipi è una piccola storia d’Italia.
Seguite il link per leggerla tutta.
(via internazionale #782)
Letto, a fatica, il secondo paperback di “The Boys”, di Garth Ennis e Darick Robertson (Panini Comics, 12 euro: troppo, per solo quattro storie). Se il primo volume era stato divertente, in linea con la vena urticante di Ennis, “Fottuto” è solo noioso. Vedere un batman trasfigurato pronto a fottersi oggetti ed organismi biologici di vario tipo può divertire un adolescente brufoloso ma, per pochezza di idee e scarsa vena creativa, risulta assolutamente indigesto per il resto dell’umanità senziente. I dubbi sul rapporto tra batman e il suo aiutante, poi, sono considerazioni già fatte e lette mille volte. Il linguaggio colorito, classico nella iperproduzione di Ennis, è una volta di più verboso, logorroico, messo lì ad arte (?) solo per stupire o scandalizzare.
Io torno a leggermi Brat Pack di Rick Veitch, che Ennis dovrebbe studiare, standosene cinque minuti in silenzio.
Solo cinque minuti.

Ho ricevuto questa mail:
“Caro lettore,
sei triste perché hai già scartato tutti i pacchi trovati sotto l’albero? Tranquillo, MOSSO ti viene incontro con un regalo inaspettato. In occasione del centenario del Corriere dei Piccoli, abbiamo confezionato una piccola antologia ragionata al più bel settimanale illustrato del Novecento italiano. Poche paginette per saperla lunga e fingersi intenditori. Perché una bella figura non si nega a nessuno.
Ci rivediamo presto.
periodico gratuito in pdf
redazione: Chiara Dattola, Paolo Interdonato, Pasquale La Forgia
progetto grafico: Roberto La Forgia”
A me il numero è piaciuto davvero molto, così ve lo faccio scaricare in pdf. Per ricevere direttamente il periodico nella vostra casella di posta elettronica, scrivete a: rivistamosso (at) gmail (punto) com

Tre opere a fumetti che mi hanno fatto battere il cuore nel 2008 appena concluso: “Lucille”, del francese Ludovic Debeurme, minimalista e intenso (peccato per un grossolano errore fatto dai redattori Coconino in quarta di copertina); “Lo scontro quotidiano”, di Manu Larcenet (Coconino), gradevolissimo equilibrismo tra momenti di commozione e ilarità sfrenata; “La mia vita disegnata male” di Gipi (Coconino), ennesima conferma della grandezza dell’autore pisano (nella foto), da coccolare come una cosa rara.
Coconino: tre su tre!