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stanza101

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Che bello il nuovo album dei Wilco

Si può ascoltare in streaming qui.

(scoperto grazie a giavasan)

3 anni fa

Maggio 17, 2009
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Straordinario esperimento di mashup: Thru You del musicista funk israeliano Kutiman. I sette brani che si possono ascoltare nel sito sono stati creati remixando suoni provenienti da centinaia di video amatoriali pubblicati su youtube. Il risultato è soprendente.

(visto e ascoltato grazie a giavasan)

3 anni fa

Marzo 5, 2009
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Odawas - “The blue depths”

“Raven And The White Night”, il precedente album degli Odawas, mi aveva letteralmente rapito con le sue atmosfere sospese, le eleganti fragranze psichedeliche ed una voce che ricordava il Neil Young più sognante. Giunto al terzo album e quindi chiamato ad una conferma, il duo dell’Indiana si perde un po’, non riuscendo a bissare l’eccellenza della precedente prova su disco. I suoni di “The Blue Depths” sono, se possibile, ancora più levigati, i synth un tappeto (quasi) costante, ma la “forma canzone” è meno definita, rischiando a tratti di annoiare l’ascoltatore. In certi sconfortanti momenti (The Sound of Lies) questa invasività di tastiere e batteria elettronica diventa intollerabilmente ambient, in altri (Harmless Lover’s Dicourse) semplicemente stucchevole. Si salvano “The Case of The Great Irish Elk” e “Our Gentle Life Together”, forse i brani più vicini alle passate atmosfere.
Peccato.

3 anni fa

Febbraio 23, 2009
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Andrew Bird - Noble Beast

Elemento insostituibile nelle mie playlist di questo periodo è Noble Beast di Andrew Bird, un album in cui l’immediatezza delle melodie si coniuga con arraggiangiamenti acustici fatti di handclapping soffusi e dei suoi preziosi marchi di fabbrica (violino e fischio). Già l’iniziale e splendida Oh no ci accarezza armonicamente, con il suo fischiettio che ti entra in testa e non ti esce più; di lì in poi si dipana l’intero album, fatto di brani mai men che buoni, con le punte di eccellenza di Masterswarm, Tenuousness, Not a Robot But a Ghost (Carlo Bordone sul Mucchio la definisce in modo azzeccatto “Radiohead campagnoli” - del resto anche il cantato nel finale di Nomenclature mi ha ricordato il buon Thom Yorke) e soprattutto dalla soave Effigy, dove Bird è accompagnato dalla cantante georgiana Kelly Hogan.
Il pop al massimo della sua espressione.
Di filato fin d’ora nel mio personalissimo cartellino dei migliori album del 2009.

3 anni fa

Febbraio 22, 2009
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